La corsa all’istituzionalizzazione delle crypto è gia cominciata da tempo. Paesi come El Salvador hanno abbracciato a pieno le promesse rivoluzionarie di Bitcoin. Gli Stati Uniti si muovono perlopiù cautamente, e le recenti notizie da parte della Fed hanno riacceso l’intero mercato. La Cina continua con una campagna di ban stringente quanto mai. L’Europa, fino ad ora, invece, si è mossa timidamente. Perlopiù, portando diversi exchange a mutare le proprie policy nell’utilizzo delle loro piattaforme da parte degli utenti Europei. Il primo paese europeo a muoversi davvero nella direzione di una regolamentazione di questo settore sul suo territorio, è l’Ucraina.

Adesso, sembra che il vento in questo paese stia cambiando. La risposta del presidente ucraino Volodimir Zelenskij, fino ad ora, si era fatta lungamente attendere. Finalmente, il 5 ottobre ha risposto al parlamento riguardo l’emendamento proposto riguardo il regime regolatorio da imporre ai digital asset. Le sue condizioni, però, sembrano differenti da quelle proposte dal parlamento.

L’Ucraina e le crypto, un rapporto ancora da definire

L’ufficio del Presidente, tramite un comunicato sul sito del governo, esprime principalmente alcune perplessità, soprattutto di tipo economico.

Quanto esplicitato, in particolare, riguarda i costi che comporterebbe l’istituzione di un impianto legislativo per regolare le crypto.

Potrebbe sembrare una cattiva notizia, ma non è tutto. La proposta di Zelinskij, a questo punto, sembra aprire uno spiraglio a ulteriori sviluppi. Infatti, propone di incorporare la regolazione sulla circolazione dei digital asset alle competenze della Commissione Sicurezza Nazionale e Mercati Finanziari.

La sopra citata commissione, dal canto suo, sembra gestire flussi di finanziamenti piuttosto irrisori – circa 5 milioni di dollari nel 2019. Quindi, ci sarà da osservare come la proposta del presidente avrà un seguito.

In ogni caso, il parlamento ucraino lavora già da mesi sulla questione, con l’attuale emendamento che era stato proposto l’ultima volta l’8 settembre.

Ciò che può far sperare in un esito positivo di queste proposte è il forte interesse per l’argomento crypto in Ucraina. Una regolarizzazione nell’utilizzo di questi asset, infatti, potrebbe essere una spinta non indifferente per gli investimenti. Soprattutto, potrebbe riuscire a smuovere movimenti di capitale sia interni che esteri al momento stagnanti.

Naturalmente, non si possono non considerare i recenti leak riguardanti i Pandora Papers, nei quali comparrebbe anche il nome del presidente ucraino. Questo, getta ombre sulla fiducia nei confronti dell’attuale esecutivo, considerando anche gli episodi di corruzione e fuga di capitali che si sono potuti osservare in Ucraina nel corso degli anni.

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