Il futuro delle criptovalute dal punto di vista legale è attualmente caratterizzato da incertezza. Mentre alcune nazioni stanno lavorando per imporre regolamentazioni più stringenti nel settore, altre stanno cercando di adottare un approccio più aperto e favorevole all’innovazione nelle criptovalute.
Non è il caso degli Stati Uniti d’America, dove l’ente federale preposto alla supervisione finanziaria sembra aver intensificato i suoi sforzi per rendere difficile la vita degli operatori crypto nel paese.
E nonostante le recenti batoste in tribunale, il quale ha più volte dato ragione proprio alle criptovalute, gli effetti dello scontro continuano a pesare soprattutto sulla tabella di marcia di molte compagnie.
Binance dice addio alla sua stablecoin
Binance USD (BUSD) sembrava essere il nuovo progetto di punta di Binance, exchange di criptovalute tra i più estesi e influenti al mondo.
Tuttavia, dopo la questione legale e il blocco che lo stato di New York ha imposto a Paxos Trust, azienda partner di Binance per l’emissione e la gestione di BUSD, il sogno sembra essersi definitivamente infranto.
La stablecoin di Binance, il cui valore è ancorato al dollaro americano, non godrà più del supporto della casa madre a partire dal 2024, come si legge dal comunicato rilasciato sull’app ufficiale di Binance.
Allo stesso modo, i servizi legati alla valuta digitale verranno gradualmente rimossi dalla piattaforma fino alla completa acquisizione da parte di Paxos prevista per il febbraio 2024.
La parola fine è stata finalmente pronunciata dalla compagnia di Changpeng Zhao dopo che l’ambizioso progetto era finito nel mirino della SEC all’inizio dell’anno.
Svanisce così la possibilità per l’ecosistema di Binance di utilizzare la stablecoin per pagare beni e servizi di tutti i giorni.
BUSD: la fine di un progetto
La decisione dolorosa presa da Binance fa seguito a diversi mesi di assoluto pessimismo intorno alla stablecoin.
A partire dal 13 febbraio, la SEC aveva dato inizio alle ostilità con Binance, colpendo Paxos Trust Company in merito all’emissione di BUSD. Secondo l’ente federale, la valuta digitale rappresenterebbe una security non registrata.
L’accusa ha di fatto spinto Paxos a bloccare nuova emissione della valuta a partire dal 21 febbraio con buona pace degli appassionati, sconvolti dalla decisione dell’ente guidato da Gary Gensler.
Nonostante le recenti sconfitte in aula di tribunale, la questione BUSD continua ad essere spinosa, tanto che Binance avrebbe infine deciso di dire basta.
A perderci maggiormente, come sempre, saranno gli utenti del servizio.
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