In base agli ultimi dati disponibili gli exchange sono in grande ascesa. E si parla di numeri che non hanno nulla da invidiare alle maggiori multinazionali della tecnologia e alle banche più importanti del mondo. Secondo quanto riportato da “Coin Metrics” il successo crescente delle criptovalute e quindi degli exchange ha reso possibile accostare questo universo a quello di Google, di JPMorgan e addirittura della Federal Reserve (la banca centrale degli Stati Uniti d’America).

La crescita delle criptovalute dal 2008 ad oggi è stata davvero impressionante, con gli exchange sempre più utilizzati in ogni angolo del mondo. Una sola minaccia sembra presentarsi dietro l’angolo: quella che vede le multinazionali poter in un futuro non troppo remoto inglobare criptovalute ed appunto exchange, magari facendogli perdere la loro indipendenza caratteristica. Uno scenario disegnato sempre da “Coin Metrics”, che fa notare l’incremento delle acquisizioni. Tutto questo ha favorito ha reso ancora più forti gli exchange importanti come ad esempio Coinbase. Essi hanno messo a frutto la posizione di leader del mercato per diventare realtà solide, con grande liquidità, le migliori risorse a busta paga e il rigoroso rispetto delle leggi. Sono stati così penetrati mercati inediti e la sfida successiva sarà ora rappresentata dai rapporti con le aziende che vi si avvicineranno.

D’altronde in passato le criptovalute si sono adattate in qualche modo alle piattaforme exchange e questi ultimi potrebbero dover fare altrettanto con l’entrata in scena di grandi banche o società tecnologiche. Già attualmente in tutto il mondo sta succedendo qualcosa di veramente importante. In Germania e negli Stati Uniti d’America le banche hanno messo in vendita monete digitali, la Russian Expobank elargisce prestiti in criptovalute e nella Corea del Sud verranno lanciati dei servizi a esse correlati entro il 2020. Sono da registrarsi anche movimenti opposti: ad esempio Ethereum proprio in queste ore ha comprato la blockchain Quorum dalle mani della banca JPMorgan.

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